Ecco. L’ho fatto.

Il binocolo non ce l’ho, i sacchi di juta mi creano prurito ai piedi (non che li abbia provati eh..presumo :P ), per ora nn mi va di andare a comprare un nuovo paio di scarpe anche perchè la pecunia scarseggia…dunque l’unica soluzione era questa qui.

Chissà…

vi terrò informati…

[Comunque, giusto per farvi capire a che livelli di intelligenza sono, l'altra mia idea brillante era quella di posizionare un altro paio di scarpe sul davanzale e attendere la mossa falsa del/della ladruncolo/a... siccome ho proprio tempo da perdere...]

p.s. la scrittura è da cani, lo so! ma c’è una spiegazione logica e plausibile: ero così emozionata nello scrivere al/alla  mio/mia personale ladruncolo/a  che proprio…tremavo! ;) ma poi, scusate, devo anche impegnarmi a scrivere bene con chi mi frega le scarpe?! :)

Avete presente il detto “mi hanno fatto le scarpe” ?

Ecco, quello che è successo a me. Anche se più correttamente sarebbe: “mi han fregato le scarpe!”

Ebbene si, avete letto benissimo. Non la borsa, non il portafogli, non la bici…ma le scarpe. Che tutt’ora che ci penso mi suona troppo strano e sinceramente mi vien da ridere (vabbè ma a me manca qualche rotella). Che poi mica un solo paio, ragazzi miei. Eh no! Un solo paio fregato sarebbe stata roba da principianti…me ne han fregate ben due paia!(rido) una roba davvero assurda.

Ovviamente la colpa è mia (e di chi sennò?!).

In genere solevo mettere queste due paia di scarpe sul davanzale della mia finestra (abito al piano terra ndr) per ovvi motivi ( per far prendere loro un po’ d’aria,no?); però poi con molta cura chiudevo anche le persiane in modo tale che non fossero proprio alla mercé di tutti. Evidentemente una mattina mi son dimenticata di chiudere le persiane e ora mi ritrovo…scalza!

Ma dico io: che cavolo se ne fanno di due paia di scarpe usate (di cui un paio praticamente distrutte)??? La mia prima reazione è stata di incredulità. Della serie: -ma no, ma dai…guardiamo per bene in giro per casa. Non può essere, non a me, non…- invece a quell’asina della Vale le han fregato le scarpe….(e mi vien proprio da ridere).

Dopo questa prima reazione mi son venute in mente una serie di brillanti idee per ovviare al problema:

- apporre un biglietto/cartellone/striscione con la scritta: “Potevi almeno lasciarmene un paio!”. I più fini e gentili suggeriscono di scrivere in calce “stronzo/a/i” (a seconda), cosa che mi vedo bene dal fare onde evitare che mi entrino in casa fregandomi anche chenesoio gli infradito, le pantofole, e il pigiamino (dato i precedenti, ora sto attentissima )

- appostarmi giorno e notte alla mia finestra con un binocolo cercando di identificare il/la/i disgraziato/a/i e poi emettere un sonoro acuto nel momento del ritrovamento (del tipo: “AAAAAAAAAAAAHHHHH!!!” In modo tale da provocargli un piccolo infartino così da essere già fuori combattimento) cercando di patteggiare la restituzione.

- Usare dei sacchi di juta al posto delle scarpe fingendomi portatrice di una nuova cultura new age (peraltro molto naturista) secondo la quale le scarpe sarebbero completamente inutili

- Andare, come tutti i comuni mortali, in un negozio di scarpe e comprarne un paio nuovo

- Smetterla con tutte queste cazzate immani e ritornare a studiare che tanto le scarpe (le mie) non tornano (buaaaaaa)

- E comunque se per caso avreste suggerimenti facetevi avanti, sono tutta orecchi eh!

p.s. tra l’altro poi ho trovato questo:

……..

bè non ti lamentare che tu almeno le scarpe ce l’hai!

Tutti sicuramente conoscete le odiate catene di S.Antonio…si, quelle terribili e-mail con 29838746734 indirizzi di persone a noi sconosciute, quelle che hanno sempre come oggetto del messaggio:” fallo!è divertente!” oppure:”funziona!”, quelle che alla fine hanno sempre la frase “manda questa e-mail a …(numero che va da 5 a 1000) amici e tra due ore e tre quarti avrai una bella sorpresa. Ovviamente passano 4000 ore e 60 quarti ma nulla accade. Ma ovviamente.

E nonostante io inviti ripetutamente i miei amici a non inviarle che tanto io le catene le “spezzo” tutte, esse arrivano puntuali come un orologio svizzero. (mi chiedo se i miei amici a questo punto nn abbiano assunto un addetto ad inviarle…perché son veramente tantissime !Forse nn fanno una ceppa dalla mattina alla sera..chi lo sa :P )

In ogni caso il punto di questo post (ho divagato troppo, perdonate) non è quanto siano odiose le catene di S.Antonio. Tanto lo sappiamo tutti che lo sono.

Oggi me n’è arrivata una che proprio non potevo fare a meno di leggere. Una barzelletta su …Ilvio.

Dato che nn voglio mandare e-mail a nastro a tutti, posto qui il contenuto. Dunque prendete e leggetene tutti. (in ogni caso niente che non si sappia già ;) )

“Silvio Berlusconi, Silvio il Bello, il più noto mafioso del mondo, capace
di piangere se un albanese muore scivolando da un gommone ma che non piange
quando un capomafia colluso con tre quarti del suo partito in sicilia e
amico intimo del suo braccio destro scioglie un bambino nell’acido, colui
la cui famiglia gestisce gli affari di mezza Italia, fortunello perché unto dal
Signore, scivola e muore. Arriva alle porte del Paradiso, dove l’attende
paziente San Pietro: ‘Benvenuto in paradiso, eminenza. Prima di farla
accomodare,devo purtroppo anticiparle che abbiamo un piccolo problema da
risolvere. Vede, e’ molto raro che un politico d’alto rango arrivi qui, e
la verita’ e’ che non sappiamo cosa fare con lei. Cosi’ abbiamo deciso di
farle trascorrere un giorno all’inferno e uno in paradiso, cosicche’ lei possa
scegliere liberamente dove trascorrere la sua eternita” San Pietro
accompagna il nuovo arrivato all’ascensore e questi scende, scende fino
all’inferno. Si apre la porta e Berlusconi si trova in mezzo ad un
verdissimo campo di golf. In lontanaza intravede un lussuoso club house;
davanti, tutti i suoi amici politici che avevano lavorato con lui. Gli
corrono incontro e lo abbracciano commossi, ricordando i bei tempi andati,
quando tutti insieme si arricchivano alle spalle degli italiani. Decidono
di fare una partita a golf e poi cenano tutti assieme al club house con
caviale e aragosta. Alla cena partecipa pure il diavolo, che in realta’ si dimostra essere una
persona molto simpatica, cordiale, e divertente. Silvio si diverte talmente
tanto che non si accorge che e’ gia’ ora di andarsene.
Tutti gli si avvicinano e prima che parta gli stringono calorosamente
a mano, lasciandolo triste e profondamente commosso.
L’ascensore sale, sale e si riapre davanti alla porta del paradiso,
dove San Pietro lo sta aspettando. Berlusconi passa le successive 24
ore saltellando di nube in nube, suonando l’arpa, pregando e
cantando, inneggiando al Milan. Il giorno e’ lungo e noioso, ma
finalmente finisce. Si presenta finalmente San Pietro che gli chiede: ‘Eminenza, ha trascorso un giorno
all’inferno e uno in paradiso,
ora puo’ scegliere democraticamente dove trascorrere l’eternita”
Silvio, riflette un momento, si gratta la crapa e dice:
‘Beh in paradiso e’ stato tutto molto bello, pero’
credo che sia stato meglio all’inferno’ Allora San Pietro scrolla le
spalle e lo accompagna all’ascensore. Scendi, scendi, giunge
all’inferno. Quando le porte si aprono, si ritrova in mezzo ad una terra
deserta e piena di immondizie sparse dappertutto. Vede tutti i suoi amici
in tuta da lavoro che raccolgono il pattume e lo depositano in sacchi neri
di plastica, vede prodi e dalema mentre vengono marchiati sulle chiappe con
falce e martello.
Il diavolo gli si avvicina e gli mette un braccio attorno al collo, in segno
di benvenuto. ‘Non capisco…’ balbetta Silvio il Bello del Signore ‘…
scusi ma…, ieri qui c’era un campo da golf, e un club house, e abbiamo
cenato a base di aragosta e caviale, gli ascensori di mia moglie ci
portavano giù e sù, e ci siamo divertiti un sacco. Ora la terra e’ solo un
deserto pieno di spazzatura e i miei amici sembrano dei miserabili’. Il
diavolo lo guarda, sorride e gli dice: ‘Amico mio, ieri eravamo in
campagna
elettorale. Oggi, hai gia’ votato per noi’…..”

Ci sono quelle persone che l’essere speciali  ce l’hanno proprio dentro.

Sarà proprio una parte intrinseca del loro carattere..chi lo sa. Ma sta di fatto che sono davvero speciali e quando finisci una conversazione con loro ti rimane sempre quel nonsoche di particolare..come una specie di lucina che si piazza  lì dentro di te, placida, tranquilla e nn si spegne mai. sin quando la sua brillantezza non viene rinnovata nel momento in cui senti di nuovo questa persona.

Mi è capitato con pochissime persone. una di queste sei tu.

Cerca di saperlo sempre, per favore. Anche quando (disgraziatamente) nn ci sentiremo perchè magari le nostre strade non si incroceranno più per un qualsiasi motivo.

Però tu devi saperlo che sei speciale. Devi, numero tondo.

Avevo scritto questa frase proprio un giorno fa: “Non sono più confusa”

Ed era anche dedicata ad una persona speciale; di quelle che pensi nemmeno esistano più per quanto sappiano sorprenderti.

non lo avessi mai fatto.

Non ci voleva quest’altra cosa (…o si?)

Dimmi, tu chi sei? E cosa vuoi da me?

Ordunque eccomi anche io nell’ardua impresa di redigere un generoso resoconto della seratona di ieri sera.

A parte che so già che la Frannazza mi odia (Fran te la faccio pagare per la foto chiamandoti con i nomignoli più strani) ché praticamente ogni giorno, prima di questo tanto agognato evento, le andavo chiedendo :”ma allora?si è fatto sentire qualcuno?è tutto pronto?verrà qualcuno?” insomma per dirla in termini popolari ho fatto un po’ la mia bellissima parte della rompiballe. [Che già noi per decidere il giorno, luogo e ora non potete immaginare il sudore dei nostri neuroni] ma vabbè a parte ciò..

Per me era la prima volta (e la prima mica si dimentica) che partecipavo ad un incontro ravvicinato del 3° tipo. (bè tra l’altro era impossibile che non vi partecipassi..lo abbiamo organizzato la Fran e io:) ). Devo dire che l’emozione di conoscere persone che in genere ho sempre visto “cristallizzate” dietro un avatar era tanta.

Io son arrivata con il mio quarto d’ora di ritardo già pre-progammato perché (vi chiedo scusa, non me ne vogliate) non conoscendo nessuno non volevo aspettare e crogiolarmi nei dubbi di incrociare un qualsiasi cristo per la strada e chiedere: “Ma tu sei..” “ma se qui per..” “anche tu per..” Insomma ho fatto la mia vigliaccata, lo riconosco. [sento già la Fran e Adamo dietro la porta con dei manganelli]. Però eh..che acume,il mio :P

Così praticamente son arrivata ed ho trovato il gruppetto già bell’e pronto, senza dovermi “impegnare”nel cercare io le persone (che bastarda madò..lo riconosco).

In ogni caso quando arrivo io trovo già la Fran (chevelodicoafare), la Sara (Ripellina), Adamo (4passi) e Marco(link plissss). Dopo i convenevoli (”ma ciaaaooooo”! e i vari :”adesso cosa dico?”) ci raggiunge Linda (Limine) [che addirittura si è scomodata direttamente da Modena per venire a questo incontro (vabbè ma per noi questo ed altro :P )]la quale era un attimino in balia della statua di Garibaldi. Ma poi prontamente grazie al suo sguardo d’aquila (e quello della Fran) ci nota e sicuramente avrà pensato:”omadonnasanta, e chi sono sti figuri?” ovviamente scherzo (cioè nn lo so,Linda dimmelo tu: lo hai pensato?).

A questo punto attendiamo il Felter bresciano che quando ci ha chiamati era sicuramente nei pressi di Timbuctu a giudicare dal tempo che ci ha messo a parcheggiare e raggiungerci (:P), e le uniche due parmigiane doc Minerva84 e Octavia (però eh, voi due in ritardo più di me :P )

Riunita la truppa si prende codesta pizza tutti assieme. Il cameriere volevamo farlo accomodare con noi, tanto era gentile e cordiale. Proprio il personaggio che mancava al nostro gruppo. (tsk..un altro po’ e ci lanciava le pizze in faccia) .Peccato non aver immortalato le sue espressioni da :”Semirompeteleballesputosullavostrapizza” e noi muuuti,zitti e rrrassegnati abbiamo sopportato il suo dolce sguardo.

Successivamente, dopo aver pagato il conto ad una parmigianissima cassiera (uè ragazzi, ià facciamo che mi date 13 a testa..jammbell), ci dirigiamo verso il pub Dulcamara.

Perdiamo tre componenti (Marco, Minerva ed Ovctavia) e ne acquistiamo 2 al pub: il Joshuavox e la sua dolce donzella Elena.

Qui se ne son viste delle belle: a partire dal tavolo assegnatoci (per 40 persone) e si vabbè che la nostra stazza ed importanza ingombra, però dai non mi sembrava il caso..suvvia.

Il Felter che mi ordina una stupenda quanto mai inaspettata acqua tonica, io e l’Adamo che ordiniamo uno Spritz (che in effetti le 23.30 mi sembra l’ora giusta per lo spritz) e gli altri..vabbè almeno si mantengono suol normale (birra, coca, mohjto)

L’episodio poi del corvaccio/a (a seconda) non lo riporto dato che con molta solerzia lo han riportato Adamo, Joshuavox e la Fran (vi dico solo che ci siamo scappottati dalle risate).

Tra ricordi di figuredicacca, episodi vari ci raccontiamo un po’..ovviamente il grado intellettuale dei nostri discorsi è molto molto alto :)

(del tipo il mio: “Andrea Beggi is now following you! aaaaaaaH!)

poi quando, non so chi, dice :”ehi caspita, si son fatte le 12.30..peeerò!”

la Sara se ne esce con un :”oddiomiooo!!!” con annessa faccia di è-successo-qualcosa-di-gravissimo-sconvolgente-aiuto!”

Noi le facciamo: “cosa è successo?!?”

“la mia macchinaaaa!si sarà trasformata in zucca!”

:D

a quel punto si è detto: basta alcol nei dopocena. (Sara, tra l’altro te avevi anche preso una coca !)

a parte gli scherzi bella serata, davvero :D

grazie cari Twitterssss/Bloggersssss.Speriamo di poter replicare magari anche con qualche presenza in più (e sennò chisenefrega, noi c’avemo er cameriere)

Forse queste cene/incontri possono anche servire da testimonianza al fatto che internet in fondo..non è sempre il male. Come qualcuno va dicendo..

Le bellissime foto (no, perchè sono un bijoux ) le potete trovare qui , quii ed ancora quiii

Intanto una ve la metto qui, vè

Capitano a tutti le giornate no.

Non ci si può sottrarre.

Quelle giornate nelle quali a partire dal caffè che prendi appena sveglio (che si verserà sistematicamente sul tuo pigiama fresco di bucato), al bus/treno che perderai, alla bici che ti sarà rubata (e tu sei già con 15 minuti di ritardo porca miseria), alla cacca che pesterai (e vabbè che porta fortuna, ma sticazzi…) al prof che ti dirà che mal sopporta i ritardatari indi per cui ti puoi anche accomodare fuori dall’aula (”le gomme bucate alla sua auto le ha volute lui eh”), alla fila di 500 metri che trovi in posta a 5 minuti dalla chiusura (che tu pirlozza che non sei altra ti ricordi giusto all’ultimo di andare a pagare la bolletta), al cretino che ti taglia la strada imprecando contro di te, la madonna e i santi tutti, al momento in cui vuoi riposare un po’ sul divano e suona 7 volte il telefono e 3 volte il campanello, alla consegna della posta e ci sono 4 lettere di cui 3 son bollette (fastweb diquestafava, luce+gas dei beneamati e rifiuti chenonhoancoracapitocosapago)…insomma come si è ben capito tutto va storto rispondendo un po’ alle tanto famose leggi di Murphy.

ma vabbè..che ci vogliamo fare. Succede.

Ma non perchè TU sportellaro (concedetemi questo termine) delle poste o delle banche o di qualsiasi altro edificio che contenga sportelli, hai avuto una dannatissima giornata no (come io ho avuto le mie) devi rispondere male a ME che son venuta solo per sbrigare una faccendina minima, che non mi conosci e probabilmente non mi vedrai più per il resto della tua vita.

cazzo ti alteri per una minima ricarica postepay?che qui non ne va nè della tua nè della mia vita (fortunatamente)! epporcamiseria!

Mi dicono che il mondo sarebbe migliore se usassimo i “buongiorno!” “prego!” “grazie!” “ma buona giornata!”..ma usiamoli ogni tanto però. Io capisco che tutti abbiamo i nostri momenti in cui niente va bene, si vede tutto nero, il mondo ci fa schifo. ok, ci sta.

Però non te la prendere con me , o sportellaro, o con il/la primo/prima malcapitato/a che questi episodi qui (quando mi si viene trattata come pezza per i piedi, quando io da sempre utilizzo i “per favore” e i “grazie” ) mi rabbuiano tutta la giornata.

ecco, sfogo passato :)

Se per caso dovessi mai perdere il senso spazio-temporale ( non ci vuole molto comunque) e non riuscissi a capire in quale giorno della settimana dovessi trovarmi son sicurissima che riconoscerei subito la domenica.

“e perchè?” -vallo a capire-

Però son sicura che in tanti mi diranno che si riconosce quasi sempre che è DOMENICA (Certo, se ti affacciassi ogni tanto dalla finestra oppure non dormissi tutta la mattinata la riconosceresti dalla gente che ci va a messa,noo? -.-’).

Sarà il tempo, l’”atmosfera” o che ne so io..ma è vero. La domenica ha quel suo non so che.

A me a dir la verità è sempre stata un po’ sulle scatole. Certo, per molti è il giorno più agognato della settimana (parlo soprattutto per i lavoratori), il fatidico giorno di riposo, il giorno ideale per una passeggiata, una gitarella fuori porta (tempo permettendo); fatto sta che a me ha sempre messo una certa ansia.

Ansia che si manifesta non tanto il mattino (vabbè dormo come un ghiro sino alle 12, l’ansia non riesce nemmeno a sfiorarmi :P ) quanto il pomeriggio, subito dopo pranzo. Perchè già inizi a pensare che l’indomani comincerà un’altra settimana, che bisogna svegliarsi presto, università o lavoro (a seconda), c’è da sbrigare quella faccenda lì, devi spedire quell’altra cosa, devi studiare un monte di roba ( ché oggi dato che è domenica ed è il giorno del signore NON hai studiato, o perlomeno non hai studiato come avresti dovuto). E poi vorresti distrarti con un po’ di Tv ma piuttosto che accenderla preferiresti un calcio nelle gengive..Non che la tv offra in genere robe decenti, però quanto meno nei giorni infrasettimanali qualcosina la trovi. La domenica NO.

Forse è un messaggio che io non ho mai colto: “vatti a fare una passeggiata, và”

Oppure ti butti sulle pulizie (da sempre la scappatoia migliore. Ma scusa vuoi mettere? Se proprio non ce la fai a combinare una ceppa almeno rendi vivibile e sano l’ambiente in cui vivi)

e poi ho sempre la sensazione che nella domenica il tempo si dilati, come se facesse fatica a passare. E tu stai lì a pensare che vorresti che finisse subito così arriva ’sto stramaledetto lunedì e via il dente e via il dolore, e riprendi il ritmo abituale. E invece la domenica va tranquilla, piano..

Io le pulizie per oggi le ho già fatte, un po’ ho anche studiato (un po’ poco in effetti, ma giusto per dovere di coscenza eh..)

ehm..dunque

ok, vado a farmi questa passeggiata và :D

1) Essere più razionale. Le persone deboli romantiche come me non hanno molta vita in questo mondo.

2) Essere più costante (in tutto)

3) Cercare di distaccarmi un po’ da questo “malefico” strumento (detto bonariamente) che è Internet.

come, già finito?:)

4) riuscire a mantenere i tre propositi di cui sopra (che è già una bella faticaccia eh..)

[scriverò un altro post sui buoni propositi quando avrò matenuto questi 3...

ok,alle calende greche allora :P ]

So già che per questo post risulterò molto impopolare..però mi sembra in qualche modo doveroso scriverlo e capirete perchè.

A me a dirla tutta lui non piace. Parlo delle sue canzoni. Ok, mostreranno la realtà nuda e cruda, sono irriverenti ed ironiche, questo si. Ma secondo me hanno dei testi un po’ troppo elementari, benchè tocchino argomenti importanti e che fanno scomodo. Diciamo che forse il fatto che siano elementari hanno la capacità di arrivare subito al pubblico, di poter essere memorizzati facilmente..però a parte questo..

Prendiamo Caparezza: ecco, secondo me quelli sono dei testi con la T maiuscola.

Però diciamolo: F. Fibra come molti altri parte già un po’ svantaggiato a causa del fatto che l’Hip Hop e il Rap in Italia hanno attecchito poco e niente, hanno poco riscontro; perchè immancabilmente facciamo il paragone con la cultura musicale di quel melting pot che è l’America, e dunque gli artisti ialiani che si “cimentano” in questo campo ci sembrano per forza di cose a volte scarsi, ridicoli, quasi stupidi imitatori di artisti Americani o meglio Afro-Americani. E dunque, ad imitazione, fioccano video con belle donne (ovviamente strafighe chevelodicoafare), macchinoni e soldi. La differenza sta nel fatto che lì in America i soldi ci sono davvero e qui..no.

Tralasciando questo discorso che meriterebbe un post a parte, volevo spendere due righe per questo artista come persona. Ovviamente io non lo conosco ( vivo bene comunque eh) però ieri sera mi è capitato di fare zapping e l’ho trovato come ospite nella nota trasmissione di Bonolis “il senso della vita”. Non ho beccato l’intervista dall’inizio, ma buona parte.

Ecco posso dire in qualche modo mi ha stupito.

Mi era sempre sembrato, dai suoi video, dalle sue canzoni e dalle sue apparizioni una persona un po’ arrogante, una di quelle che si sente già arrivata nel mondo della musica, una che condisce le sue “rime” con parolacce perchè così tutti se le ricordano. Poi ieri ho visto questa intervista. Ed ho cambiato la mia impressione.

Una persona molto tranquilla e calma. Discreta, anche composta se vogliamo. Negli occhi quasi il timore di parlare ( che io tutto mi sarei aspettata tranne questo.) Poche volte ha guardato Bonolis negli occhi, anzi per lo più ha cercato di eludere il suo sguardo.

Ha parlato un po’ della situazione della tv italiana (ovviamente schifosa), dell’educazione che i genitori danno ai proprio figli e soprattutto delle scelte imposte da questi a loro: situazione che ha vissuto lui in prima persona. Il fatto di venire riconosciuto come un esempio-idolo per alcuni e le implicazioni che ne conseguono.

Il punto di questo post?

Tutto questo per dire che basta poco per farsi un impressione sbagliata delle persone; una parola, un gesto..e pensiamo già di aver “inquadrato” qualcuno. Non è del tutto sbagliato, credo, come atteggiamento: siamo liberi di pensare degli altri quello che vogliamo. L’importante, penso, è che poi bisogna essere favorevoli ad un cambiamento di pensiero, bisogna essere aperti nel cambiare opinione. Alla fine secondo me è bello poter cambiare la propria opinione su qualcuno (sono partita da Fibra,ok..ma era solo un esempio)

Di sicuro ora non è diventato il mio idolo, nè credo lo diventerà. Però forse posso in qualche modo “stimarlo” un po’ di più.

Resta comunque il fatto che le sue canzoni non mi piacciono, non impazzisco per i suoi testi. Posso dire di essere rimasta piacevolmente sorpresa da questa intervista.

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