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Ecco. L’ho fatto.

Il binocolo non ce l’ho, i sacchi di juta mi creano prurito ai piedi (non che li abbia provati eh..presumo :P ), per ora nn mi va di andare a comprare un nuovo paio di scarpe anche perchè la pecunia scarseggia…dunque l’unica soluzione era questa qui.

Chissà…

vi terrò informati…

[Comunque, giusto per farvi capire a che livelli di intelligenza sono, l'altra mia idea brillante era quella di posizionare un altro paio di scarpe sul davanzale e attendere la mossa falsa del/della ladruncolo/a... siccome ho proprio tempo da perdere...]

p.s. la scrittura è da cani, lo so! ma c’è una spiegazione logica e plausibile: ero così emozionata nello scrivere al/alla  mio/mia personale ladruncolo/a  che proprio…tremavo! ;) ma poi, scusate, devo anche impegnarmi a scrivere bene con chi mi frega le scarpe?! :)

Ci sono quelle persone che l’essere speciali  ce l’hanno proprio dentro.

Sarà proprio una parte intrinseca del loro carattere..chi lo sa. Ma sta di fatto che sono davvero speciali e quando finisci una conversazione con loro ti rimane sempre quel nonsoche di particolare..come una specie di lucina che si piazza  lì dentro di te, placida, tranquilla e nn si spegne mai. sin quando la sua brillantezza non viene rinnovata nel momento in cui senti di nuovo questa persona.

Mi è capitato con pochissime persone. una di queste sei tu.

Cerca di saperlo sempre, per favore. Anche quando (disgraziatamente) nn ci sentiremo perchè magari le nostre strade non si incroceranno più per un qualsiasi motivo.

Però tu devi saperlo che sei speciale. Devi, numero tondo.

Se per caso dovessi mai perdere il senso spazio-temporale ( non ci vuole molto comunque) e non riuscissi a capire in quale giorno della settimana dovessi trovarmi son sicurissima che riconoscerei subito la domenica.

“e perchè?” -vallo a capire-

Però son sicura che in tanti mi diranno che si riconosce quasi sempre che è DOMENICA (Certo, se ti affacciassi ogni tanto dalla finestra oppure non dormissi tutta la mattinata la riconosceresti dalla gente che ci va a messa,noo? -.-’).

Sarà il tempo, l’”atmosfera” o che ne so io..ma è vero. La domenica ha quel suo non so che.

A me a dir la verità è sempre stata un po’ sulle scatole. Certo, per molti è il giorno più agognato della settimana (parlo soprattutto per i lavoratori), il fatidico giorno di riposo, il giorno ideale per una passeggiata, una gitarella fuori porta (tempo permettendo); fatto sta che a me ha sempre messo una certa ansia.

Ansia che si manifesta non tanto il mattino (vabbè dormo come un ghiro sino alle 12, l’ansia non riesce nemmeno a sfiorarmi :P ) quanto il pomeriggio, subito dopo pranzo. Perchè già inizi a pensare che l’indomani comincerà un’altra settimana, che bisogna svegliarsi presto, università o lavoro (a seconda), c’è da sbrigare quella faccenda lì, devi spedire quell’altra cosa, devi studiare un monte di roba ( ché oggi dato che è domenica ed è il giorno del signore NON hai studiato, o perlomeno non hai studiato come avresti dovuto). E poi vorresti distrarti con un po’ di Tv ma piuttosto che accenderla preferiresti un calcio nelle gengive..Non che la tv offra in genere robe decenti, però quanto meno nei giorni infrasettimanali qualcosina la trovi. La domenica NO.

Forse è un messaggio che io non ho mai colto: “vatti a fare una passeggiata, và”

Oppure ti butti sulle pulizie (da sempre la scappatoia migliore. Ma scusa vuoi mettere? Se proprio non ce la fai a combinare una ceppa almeno rendi vivibile e sano l’ambiente in cui vivi)

e poi ho sempre la sensazione che nella domenica il tempo si dilati, come se facesse fatica a passare. E tu stai lì a pensare che vorresti che finisse subito così arriva ’sto stramaledetto lunedì e via il dente e via il dolore, e riprendi il ritmo abituale. E invece la domenica va tranquilla, piano..

Io le pulizie per oggi le ho già fatte, un po’ ho anche studiato (un po’ poco in effetti, ma giusto per dovere di coscenza eh..)

ehm..dunque

ok, vado a farmi questa passeggiata và :D

E’ sorprendente quanto un piccolo messaggio ti possa far star bene..

in questo caso, a farmi stare così bene, è stato un sms di una mia amica (forse la “più amica delle amiche”) con la quale ho trascorso i miei anni alle elementari, medie e superiori.

Solo a pensandoci ora mi viene da dire..”caspita..è proprio un bel po’ di tempo!” Molto simile a me nel carattere, forse più contenuta e riservata..più razionale. Forse per questo si va così d’accordo: io sono la “sciagurata/pazza/ridona”, lei “precisa/razionale/ridona”..ecco si,le risate sono proprio un nostro punto in comune: il collante principale della nostra amicizia.

Bellissime le mattinate alla stazione per prendere il treno che ci portava nel paesino accanto dove c’era il liceo. Era sempre un buongiorno assonnato..ma poi subito “vale, ma l’hai sentita l’ultima dei Placebo?” – “e tu quella dei Rem?”- “si,però dai..le prime loro canzone erano più belle..” e giù a continuare per ore e ore nel treno, sul bus..e anche a scuola.

Le nostre amiche ci guardavano come per dire “ma di che cazz state a parlà??!!che avete tutto ’sto dirvi”

e poi sempre alla stazione era tutto un ripetere per le interrogazioni, compiti in classe..”allora, la perifrastica attiva esprime un dubbio no?” -”no ma che cacchio diciii.Esprime un dovere!!”- “ah si, scusa vero vero!”

“Ossignor nn so una beneamata!!se mi interroga??”

e poi ovviamente si finiva con l’andare benone :)

Anche nei compiti in classe: per noi due era sempre “alla fine del compito controlliamo i risultati” perchè nn volevamo disturbarci a vicenda durante la prova.

Una ragazza davvero in gamba, di quelle che riuscivano sempre in tutto. Anche se qualcosa non le piaceva, riusciva (riesce) a dare il massimo con tranquillità utilizzando sempre le sue doti di costanza e dedizione. Un esempio per me che io nel mio piccolo invidiavo perchè alla fine lei era sempre un “gradino” più in alto di me. C’era una sana competizione tra noi e questo ci spronava in maniera pazzesca a fare di più. Anche se io,come al solito, a momenti nutrivo un senso di inferiorità. Mia mamma ad esempio nn faceva che chiedermi come era andata lei in un determinato compito, piuttosto che in un altro..e se ne usciva con frasi tipo “eh ma lei riesce sempre meglio di te”

“e vabbè..lo so. Ma mica siamo alle olimpiadi o in concorso per un premio.”

Certo mia mamma lo faceva perchè io dessi sempre il meglio di me, anche se forse ogni tanto non capiva che questo terribile confronto mi struggeva. Insomma, non mi sembrava necessario sottolinearlo tutte le volte no?

Ma comunque poi ne presi atto tranquillamente: lei ha una dote naturale nel riuscire bene in tutto . Ok. Io un po’ di meno. Non c’è nessun problema :) Andiamo avanti lo stesso.

e sopratutto la mia stima per lei rimane invariata .

Le nostre strade si sono divise nel momento della scelta dell’università. E soprattutto del LUOGO.

Lei Lecce, io Parma.

e ieri mi arriva questo messaggio..che tu nemmeno te lo aspetti, perchè forse è un sacco che non vi sentite a causa degli impegni, della distanza e di tante altre cose..

Ha i fianchi robusti di una vecchia signora…

Ascoltavo i Modena e non potevo non pensare ai giorni stupendi a casa tua. Nostalgia..

Grazie per la tu amicizia sincera!Maledetta Distanza!!

che mito che sei..

ma grazie a te, France

Cinque o sei anni fa non avrei mai neppure pensato di dirtelo in faccia..

Cinque o sei anni fa attraversavo quel periodo confuso e tormentato che passano tutti gli adolescenti, fatto di momenti in cui l’umore aveva dei picchi in ascesa vertiginosi ed altrattante discese rapide..

due caratteri troppo forti, troppo simili e per questo molto spesso in contrasto..repliche acide, modi bruschi.

Il tuo non comprendere alcuni miei comportamenti, il mio voluto senso di distacco..perchè mi sentivo quasi inadeguata.

Angelo riusciva ad abbracciarti tranquillamente, a dirti “mamma,ma tu mi vuoi bene?”..e tu sorridevi. Lo volevo fare anche io..ma quanto avrei voluto. Ma mi bloccavo a due passi da te. “e se poi le dovesse dar fastidio?”

Nn mi sentivo quasi adatta, nè all’altezza per venire lì ed abbracciarti..e dire “mammina bella..ma tu mi vuoi bene?”

Se lo avesssi fatto poteva sembrare un comportamento non mio, che non mi apparteneva..perchè per natura sono riservata in alcuni atteggiamenti.E sicuramente se ti avessi abbracciato avresti detto” oddio, deve essere successo qualcosa di grave se vieni qui ad abbracciarmi..” e io mi sarei ritirata sconfitta in cameretta (“no, nn è successo nulla di grave: Semplicemente mi andava di abbracciarti.tutto qui”)

Con papà invece era più semplice. Ero (sono) la sua “pupa” perchè figlia femmina. E come dice mia mamma “papà stravede per te”

E poi è stata la distanza.

Io e Angelo qui a Parma. E voi lì a quasi 1000 km di distanza. 1000 km che con le semplici telefonate non si riescono a coprire.

Ma noi ce le facciamo bastare :)

Tutta una serie di eventi ci hanno fatto paradossalmente avvicinare malgrado la grande distanza.

“Ciao bella,come stai?” (con voce squillante)

“ciao mamma!sto bene.come staii!!.

…mamma, papà vi voglio bene :)

ma che grande conquista per me potertelo dire.

Quando torniamo giù a casa nostra la prima cosa che facciamo è un “abbraccio generale”, e io sono troppo contenta di questo traguardo.

Perchè forse non è mai troppo tardi per dire “ti voglio bene” ad una persona

Succede così: cammino per strada tranquilla e ad un tratto mi fermo. Mi blocco.

Ho avvertito qualcosa. Qualcosa di buono evidentemente perché mi ritrovo il sorriso stampato in faccia. A provocarmi questo improvviso stato di benessere è stata una cosa semplicissima: un profumo.

ed è un attimo.un lampo.una scarica.

ti riaffiorano i ricordi più disparati, con tale intensità che credi che quell’attimo lì sia uno dei momenti più belli della tua vita

Ho sentito il profumo di biscotti e allora mi ricordo del momento della merenda che facevo da piccola, con il tè, fuori nel giardino con la cucciola che con i suoi i occhioni mi supplicava di darle un pezzettino dei miei biscotti..

Ho sentito, magari, il profumo caldo e invitante di una minestra e allora subito con la mente ritorno a quando da piccina in Svizzera andavo, con la scuola materna, in vacanza sulle montagne. La casa di legno, con il suo odore inconfondibile..gli scricchiolii che provocavano i nostri passi sui pavimenti

Ho sentito forse il fumo di una sigaretta..e mi ricordo del mio babbo e di quando con quella mano dall’inconfondibile odore di tabacco mi lavava il viso con cura e delicatezza. E mi piaceva quel profumo lì..lo avvertivo come qualcosa di caldo e rassicurante

Ho sentito il profumo di un dopobarba..e mi viene in mente subito che quel dopobarba è lo stesso che usava il mio primo ragazzo. Di colpo mi ricordo il mio primo bacio, la prima volta che ho guardato dentro gli occhi di un’altra persona perdendomi..la prima volta che ho fatto l’amore, la bruciante sensazione di non poter riabbracciare una persona

ho sentito il profumo fresco di fiori..e mi ricordo di quando d’estate ho lavorato presso un fioraio..e di come era bello restare immersi in quell’oasi di fragranze

ho sentito l’odore del pane fresco e mi ricordo di quando lo faceva anche la mia mamma, ed era sempre più buono

e quanti altri bei profumi..

ecco.in tutti quei momenti lì..quando sovvengono, vorrei fermare il tempo..vorrei che quei profumi non si esaurissero mai, che mi accompagnassero; quasi mi scoppiano i polmoni per quanto voglio respirare e avere dentro di me quei profumi..vorrei poterli respirare quando e come voglio io, vorrei racchiuderli e portarli sempre con me…

ma non si può..

e poi forse è anche più bello così.

Ti capita il tutto inaspettatamente. e quando accade..son sorrisi e la giornata si colora

Come avevo annunciato in twitter , avevo una mezza idea di wordpressarmi e fare questo grande passo anche io.

Dunque: eccomi qua (capirai che fortuna !)

Ehm..niente…. questo post-prova termina qui.

In attesa di altri interessantissimi post vi saluto

Au revoir ;)